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Siccità e agricoltura 4.0

  • Immagine del redattore: Fusignano per la Sinistra
    Fusignano per la Sinistra
  • 1 ago 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 12 set 2021

Anche quest’anno, all’arrivo dell’estate è coinciso quello della siccità, il cui costante allarme è una delle tante conseguenze del riscaldamento globale, per cui si sono registrate negli ultimi sei anni le maggiori anomalie termiche positive dal 1850 (dati ARPAE). L’agricoltura è uno dei settori più coinvolti da queste conseguenze, come testimoniano le attese perdite, dovute anche alle gelate tardive, tra il 40% e il 65% per le coltivazioni orticole e tra il 20% e il 35% per le colture frutticole. A livello finanziario, queste perdite, stimate per oltre 500 milioni di euro, andranno a intaccare sia gli imprenditori sia i lavoratori e le lavoratrici agricoli, determinando ulteriori conseguenze economiche e sociali oltre a quelle legate alla difficile situazione lavorativa nel settore, in cui si registrano lunghi orari di lavoro a temperature estreme e un elevato numero di lavoratori e lavoratrici senza contratto regolare.

Se dal punto di vista contrattuale ci affidiamo alle lotte della FLAI CGIL, dal punto di vista agricolo, nello specifico sulla siccità, crediamo sia necessario che la regione e i consorzi di bonifica mettano in campo delle azioni per usare tutta l’acqua disponibile per l’irrigazione. Infatti, molta di quest’acqua viene riversata in mare attraverso delle idrovore, che la tolgono dai canali per mantenere il loro livello di sicurezza. Per interrompere questi riversamenti si potrebbero realizzare degli impianti fissi, accompagnati dalla costruzione di invasi in cui conservarla in vista di lunghi periodi di siccità. È inoltre necessario facilitare il passaggio a un’agricoltura conservativa e 4.0, in cui si l’evoluzione tecnologica, come sensori, manichette e ali gocciolanti, è sfruttata per garantire un’irrigazione e delle lavorazioni del terreno consapevoli e precise così da ridurre anche l’impatto ambientale.

Sono interventi diretti fondamentali per limitare le perdite già subite negli ultimi anni dal mondo agricolo, a cui bisogna però accompagnare degli interventi indiretti che migliorino la situazione ambientale in generale così da evitare ancora altri danni.

 
 
 

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